Quotes – Di tutte le ricchezze, Stefano Benni

‘Crediamo di sapere cosa scriveremo sulle pagine dei giorni futuri, oppure crediamo addirittura di essere già alla fine del libro… ma c’è sempre una pagina che ci sorprende.’

 

‘E parlo con il mio passato e con la mia parte peggiore. Non voglio ammettere che Michelle ha illuminato la mia solitudine. Ma quando una stanza viene illuminata, mostra anche quello che c’è di vecchio e misero, e che non vogliamo più. […] La mia solitudine è dignitosa, la affronto a testa alta, ma se la guardo in faccia mi deride, mi ferisce, fa ritornare tutte le solitudini del passato. È così: ogni solitudine contiene tutte le solitudini vissute. 

Continuo a ripetere che non sono innamorato. Ma non è amore desiderare una giornata in più con una persona appena conosciuta, desiderare ardentemente di restare solo con lei, di sentirsi scelto? Non è amore aspettare giorni la telefonata di un figlio, e sentirsi felice solo perché si sene la sua voce, e ricordare tutti i momenti passati insieme? 

Ti fa male pensare che sei ancora capace di questo detestabile amore, professore? Forse perché sono momenti brevi. Forse perché alla tua età sai che passano in fretta e arrivano giorni in cui ti svegli con un solo desiderio, quello della morte. Eppure qualcosa di nuovo accade e il fuoco arde, brucia inaspettatamente. 

Vorresti la quiete, ma non ce l’hai. Dovrai aspettare, dovrai soffrire. Oppure avrai presto il rifugio di un cuore vuoto, l’anima si spegnerà come una candela camminerai tra i vivi e le cose vive senza più niente da raccontare. Oppure tu scriverai, tu aspetterai, tu amerai. 

Chi può aiutarmi? Chi è tanto vecchio, o giovane, da spiegarmi perché?’

 

‘La mia testa è la ragione, la ratio, il cogito, con gli aguzzi denti dell’argomentazione filosofica. Pensare e ripensare mi consuma, mi leviga e la mia testa è affusolata, niente grasso superfluo di luoghi comuni e pigre spiegazioni. Poi però ci sono il cuore, lo stomaco e la pancia. E loro non capiscono la filosofia della parte davanti, si espandono e si allargano in beata assenza di razionalità. […]

Desidero, professore, desidero. Desidero mangiare, divorare, stirpare, ingollare, dopo mesi di astinenza. Desidero mele, tuberi, lucertole, bacche, serpi, anche lumache col guscio se le trovo. Istinto, biologia aggressiva, irrazionale brama, ecco cosa mi guida. Ha un bel da pensare la testa, la ragione non conta più nulla. E lei ora desidera. E’ uscito dal letargo della sua rassegnata solitudine, ha scoperto la fame del suo cuore, sa che la mela è proibita, ma desidera. Non avrà più pace, né dieta. Non c’è filosofo che possa venirle in aiuto, nessun libro, nessuna saggezza. Soffrirà, il suo cuore, lo stomaco e le viscere andranno in subbuglio, il suo istinto di Homo erectus potrà essere temperato, ma non vinto.’

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *